il Libro

parte I - capitolo XXII


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Michele non nascose il proprio disappunto:
«Sei andato a casa loro e non mi hai nemmeno avvertito! Mi hai escluso intenzionalmente.»
Non era andata così ma Federico si sentì egualmente a disagio: «Non ci siamo visti e ho pensato che fossi a Napoli. Del resto è accaduto tutto da un giorno all'altro.»
Il risentimento di Michele gli dispiaceva, era vero che nell’euforia degli eventi lo aveva trascurato. Per cavarsi d'impaccio Io apostrofò:
«Ma poi, perché te ne lamenti? È un vantaggio per entrambi che io abbia conosciuto la famiglia.»
«Sì, soltanto che al mio posto c'era un altro!»
«Chi, Bruno? Ma non pensarci nemmeno. È capitato per caso, e dobbiamo soltanto a lui la fortuna...»
«E a Paola!» lo interruppe stizzito Michele.
«Ma lei lo ha cercato per via della casa a Salerno.»
«Già, soltanto per questo!»
Federico si spazientì:
«Ma insomma! Hai avuto sin qui tutto l'agio di stringere il tuo rapporto con Paola, lei è libera, non ha legami come la sorella. Cosa hai concluso, finora? Perché non sei ancora sicuro di lei?»
L'altro sbuffò.
«Che ti debbo dire? Il nostro rapporto è affettuoso, ci siamo scambiati qualche bacio, qualche carezza, ma non ci siamo mai detto nulla di impegnativo. La verità è che non la capisco, ogni volta mi chiedo se davvero abbia interesse alla mia compagnia.»
Quell'incertezza non piacque a Federico perché gli ricordava quella stessa della quale aveva sofferto nei confronti di Norina.
«Perché non ti decidi? Se tieni a lei, diglielo. È libera, e significherà pure qualcosa che finora t’abbia accettato!»
«Hai ragione, le parlerò.»
Le parlò quello stesso giorno e sembrò che Paola non avesse atteso altro. Si baciarono nell'ombra complice della stradina che era divenuta il loro abituale itinerario e si rifugiarono dietro un albero alla ricerca di maggiore intimità.
Federico, ansioso di trasmettere a Norina la gioia che aveva nel cuore, fece per prenderla confidenzialmente sottobraccio ma lei si sottrasse. «Perché?» chiese lui. «Non c'è nessuno che ci veda, in questo momento.»
«Perché dovremmo?» si meravigliò Norina.
«Ma come?!? E il nastro fra i capelli?»
«Ah, il nastro rosso! Sì, ogni tanto mi capita di usarlo.»
La furia gli impedì di pensare che poteva essere un gioco ed esplose:
«Basta! Sono pronto a finirla in questo momento. Voglio il tuo sì o il tuo no, e lo voglio ora!»
(...)