il Libro

parte I - capitolo XII


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II campanello suonò una sola volta brevemente e Teresa, dopo aver raccomandato a Fabio di continuare a compitare mentre Fulvio era alle prese con l'aritmetica, andò alla porta.
Aperto l'uscio si trovò davanti un giovane molto alto che la salutò chinando rispettosamente la testa e le chiese:
«La professoressa Bregaglia?»
«Sono io» rispose Teresa osservandolo. Anche nella penombra del pianerottolo era possibile riconoscere, dietro le lenti degli occhiali, lo sguardo dimesso della foto.
«Mi chiamo Girardelli. La segreteria dell'Oriani mi ha avvertito che lei voleva vedermi.»
«Infatti. Entra, ti prego, accomodati.»
Chiuse la porta e lo scortò verso il tinello, invitandolo col gesto a sedersi. Si scusò: «Un momento solo» e, dopo essere passata dalla camera dei ragazzi per esortarli a continuare nello studio, prese la borsa che conteneva il portafogli e tornò nella stanza dove il giovane l'attendeva.
«Perché non ti siedi?» gli disse sorridendo per incoraggiarlo e ripeté il gesto con la mano.
«Dopo di lei, professoressa» le rispose l'altro educatamente, guardando interrogativamente la borsa.
«Ho il tuo portafogli, l'ho trovato a terra in via Mercanti» disse Teresa.
«Avevo proprio sperato che si trattasse di questo.» Un pallido sorriso gli aveva rischiarato il volto.
«Non hai immaginato altro?» chiese lei.
«Sì, ma senza crederci.» Quando era entrato appariva teso, ora sembrò rilassarsi. «Ho anche pensato che potesse riguardare i miei studi, forse perché sono stato avvisato dall'Oriani. Ma io sto preparandomi per gli esami di abilitazione magistrale e lei insegna al liceo, non scorgevo connessione. E poi, per quale ragione? In effetti, non vedevo altro motivo se non il rinvenimento del portafogli.»
«Stai preparandoti privatamente?» chiese Teresa.
«Sì, studio per mio conto.»
«Ma non frequentavi l'Oriani?»
«Sì, avevo cominciato, ma mi sono ritirato a dicembre.»
«Come mai?» gli chiese ancora.
«In buona parte per motivi economici, che prima di iscrivermi avevo sperato di risolvere» rispose lui senza imbarazzo. «Alla mia età non me l'ero sentita di ripetere ancora una volta la frequenza della scuola pubblica, ho superato i vent'anni.»
«Sei vicino alla chiamata alle armi» osservò lei.
«Spero di no. Sono figlio unico di madre vedova.» Le risposte erano cortesi ma laconiche. Teresa volle sapere:
«Hai perso tuo padre da molto tempo?»
(...)