il Libro
parte prima - capitolo diciottesimo
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Capitoli presenti nella prima parte:
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Il rapporto con Elsa, iniziato quasi per scommessa, divenne presto importante.
S'erano incontrati altre volte, durante la passeggiata lungo il corso, ma egli s'era limitato a un sorriso di saluto sempre prontamente ricambiato dalle ragazze. Michele lo sollecitava ad avvicinarle e Federico lo esortava a pazientare:
«Nella guerra d'amore vince chi fugge e poi, se vogliono essere sibilline, noi dobbiamo in qualche modo ripagarle.»
Ogni volta sentiva però crescere l'attrazione verso di lei e non tardò a comprendere d'essere mosso da un'emozione più intensa dell'abituale interesse per l'altro sesso. Dai tempi di Esperia non s'era mai più sentito veramente impegnato sentimentalmente ed era giunto persino a dubitare d'esserlo stato allora. Forse s'era trattato soltanto d'una infatuazione d'adolescente.
Quando ritenne che le ragazze potessero essersi incuriosite a sufficienza della sua ritrosia le avvicinò di nuovo, ed entrambe se ne mostrarono liete. Lasciato il corso per la periferia formarono le coppie, Federico ed Elsa avanti, Michele e Rosa a breve distanza.
«Ho visto il suo fidanzato» disse Federico. «Un tipo a posto, serio e posato.»
«Lo è» rispose lei.
«Cosa fa?»
«È direttore didattico in un paesino del Cilento. Ci vediamo soltanto la domenica.»
«Direttore didattico? Ma non è troppo giovane?»
«Ha trent'anni, anche se ne dimostra meno. È bravo e in un piccolo centro ha fatto strada rapidamente.»
«Siete fidanzati da molto tempo?»
«Da due anni. Capitò una volta a Messina dove ha parenti e ci siamo conosciuti.»
«C'è una bella differenza d'età fra voi» osservò Federico.
«Non è poi eccessiva» rispose Elsa. «Tredici anni non sono troppi. Nel matrimonio è una differenza che non guasta.»
«E nell'amore?» chiese lui.
«Che vuoi dire, non è la stessa cosa?» replicò lei.
«Può essere, ma non necessariamente.»
«Mia madre ha dodici anni meno di mio padre e si vogliono bene come il primo giorno.»
«Sono fortunati. Cosa fa suo padre?»
«È agente assicurativo.»
«E si è trasferito a Cava? Dove abitate?»
«Ci siamo sistemati benino, anche se la casa non è molto grande.»
«Sì, ma dove?»
«Non lontano dal centro.»
«Sì, ma l'indirizzo?»
«Non lo ricordo.»
(...)

